Page 51 - Jacobello del Fiore - His Oeuvre and a Sumptuous Crucifixion
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Poiché stavo allora occupandomi della              già Roberto Longhi nel suo Viatico aveva
figura del bolognese Jacopo Avanzi per la             collegato una Madonna col Bambino già in
mia monografia, che sarebbe stata pub-                palazzo Giovanelli a Venezia, parlando del
blicata solo nel 1992, non potevo non essere          suo autore come di una personalità di rilievo
fortemente interessato al dipinto, al quale           nella Venezia di fine secolo, caratterizzato da
Carlo Volpe, il compianto studioso con il             un simultaneo interesse per “motivi veneti,
quale avevo studiato, mi aveva tempo prima            simpatie emiliane e allusioni ad Antonio
suggerito di accostare alcune tavolette con           Veneziano” (Fig. 7) 8. Sul trittico dell’Ac-
Storie della Passione, divise tra vari musei e        cademia era poi tornato Luigi Coletti, che
collezioni private. Nel mio libro trattavo            aveva pensato di poterlo ricondurre alla fase
diffusamente del quadro e, notandovi delle            giovanile di Jacobello del Fiore9.
forti affinità soprattutto con Jacopo, col-
laboratore di Altichiero a Padova, ne                    Lasciando cadere quest’ultima indica-
chiamavo l’autore “Pseudo-Avanzi”, la-                zione, De Marchi ribadiva la comune
sciando aperto il problema della sua esatta           paternità di tutte le opere citate, per il cui
estrazione, bolognese o veneta 7.                     autore proponeva quindi di adottare il nome
                                                      provvisorio di “Maestro della Madonna
   Contemporaneamente questa personalità              Giovanelli”, sottolineandone peraltro l’im-
veniva studiata anche da Andrea De Marchi,            portanza per la pittura veneziana di fine
che nel 1987 pubblicava un importante                 secolo, caratterizzata da un diffuso interesse
articolo su Nicolò di Pietro e la pittura             per la cultura “neo-giottesca” di Altichiero e
veneziana fra XIV e XV secolo. Notando il             di Jacopo Avanzi. Al pittore così individuato
carattere veneto di alcune scelte figurative,         riferiva poi altre opere, tra cui la Madonna
come il muro cittadino che chiude la visione          dell’umiltà del Museo Provinciale di Lecce,
alle spalle dei personaggi, una soluzione che         in precedenza ascritta a Jacobello (Fig. 8), e
rinvia ancora a Paolo Veneziano, egli                 un disegno raffigurante una Scena di caccia
proponeva per la Crocifissione un’estrazione          conservato nel Museo di Belle Arti di
appunto veneziana nell’ultimo decennio del            Budapest10. Non gli sfuggiva poi, al termine
XIV secolo, che trovava conferma nel-                 del ragionamento, come tale paternità
l’appartenenza allo stesso autore, oltre alle         costituisse “la premessa diretta per certe
Storie della Passione già citate, di un trittico      cifre del primo Jacobello del Fiore”.
conservato nelle Gallerie dell’Accademia di
Venezia col n. 14, proveniente dalla chiesa              Il collegamento con la formazione di
veneziana di San Gregorio. A quel trittico            Jacobello veniva ripreso dalla critica
                                                      successiva: spettava infatti a Mauro Lucco,

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