Page 55 - Jacobello del Fiore - His Oeuvre and a Sumptuous Crucifixion
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documenti in nostro possesso non consentono           nelli, nell’intento di dimostrarne l’identità
di farci un’idea del ruolo tenuto da Francesco        con Francesco del Fiore, De Marchi riferiva il
nel rinnovamento della pittura veneziana di           frammento con la figura del committente, un
tardo Trecento. Certo, egli risulta a capo di         certo prete Filippo, di un dipinto raffigurante
una bottega numerosa e ben organizzata, nella         Il Beato Pietro Gambacorta da Pisa appartenuto
quale sono coinvolti i suoi figli: Nicola, che        al monastero di San Girolamo e in seguito,
morirà nel 140426, Pietro, ricordato nel già          dopo essere scampato a un incendio divam-
citato documento del 1409, e soprattutto              pato nel 1705, nella chiesa di Sant’Alvise
Jacobello. Ma il fatto che nel 1376 Francesco         (Fig.11) a Venezia28. Su di esso un erudito
fosse associato a un tale “Vielmo”, che si è          settecentesco, Flaminio Corner, aveva letto la
proposto con giuste ragioni di identificare con       firma “Jacobe. de Flo / re me pinx.”, ora
il Guglielmo autore di un polittico a Piove di        indecifrabile29; ma, nel notare la perfetta
Sacco e di un trittico datato 1383 a                  identità stilistica con le opere ricondotte
Recanati27, lascia supporre che la sua fisio-         all’autore della Crocifissione Matthiesen, De
nomia non fosse quella di un pittore troppo           Marchi ipotizzava che Corner si fosse
innovativo.                                           sbagliato nella trascrizione della firma e che
                                                      l’autore del dipinto fosse piuttosto Francesco
   Le opere fin qui riunite sotto il nome di          del Fiore30. Si tratta di un’ipotesi non ne-
Maestro della Madonna Giovanelli sembrano             cessaria ed anzi sviante, anche perché le no-
restituirci invece l’attività di un artista più       tizie in nostro possesso sul prete Filippo con-
giovane e di interessi più moderni. Quanto al         sentono di precisare che egli era stato
trittico Strange, la sigla apposta nel retro          cappellano di San Girolamo tra il 1422 e il
appare come si è detto incongrua con la data          1425, quando Francesco del Fiore era ormai
1412 segnata sul davanti, successiva alla mor-        deceduto da più di dieci d’anni31. Pur
te del pittore. A giudicare dalla trascrizione        sfigurato dai restauri, il frammento della
incisoria, esso esprimeva i modi di un pittore        tavola con il Beato Pietro Gambacorta da Pisa
ormai tutto coinvolto in una dimensione               diventa così un tassello importante per la
tardo-gotica, come testimoniano l’andamento           restituzione a Jacobello dell’intero corpus del
falcato delle figure, drappeggiate in ricche          Maestro della Madonna Giovanelli.
vesti, e il loro inserimento entro sfondi ricchi
di vegetazione. Solo la sua ricomparsa ci potrà                 eee
eventualmente dire qualcosa circa il suo vero
autore.

   Ancora al Maestro della Madonna Giova-

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