Page 54 - Jacobello del Fiore - His Oeuvre and a Sumptuous Crucifixion
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casi, ai vertici della scala sociale: si pensi ad      che è rimasta invece allo stato di appunti
esempio a Gentile da Fabriano, il cui ricco            manoscritti (Fig. 10) 21.
abbigliamento, che stupiva ancora Sanso-
vino, è documentato da un disegno seicen-                 Alla luce delle emergenze documentarie,
tesco che ritrae la lastra tombale a lui               la data 1412 segnata sul trittico già in
dedicata in Santa Maria Nuova a Roma19.                collezione Strange appare però alquanto
Contrariamente a quanto si è pensato20, la             dubbia. Sulla base di due documenti del
lapide inserita sulla tomba di Francesco non           1409 e del 1411 possiamo infatti stabilire
c’informa dunque della sua data di morte:              con certezza che il pittore morì tra quelle
fatto erigere da suo figlio Jacobello a di-            due date: nel 1409, allorché suo figlio
stanza di più di vent’anni dalla sua scom-             Jacobello, forse in vista di un viaggio, stila
parsa, il monumento intendeva esaltare                 un progetto di testamento, egli è detto
soprattutto la professione della pittura,              ancora vivente, mentre non lo è più due
grazie alla quale lo stesso Jacobello si era ar-       anni dopo22. Il 14 febbraio 1414 (more
ricchito e affermato nella Venezia del                 veneto, quindi 1415) risulta già morta anche
tempo.                                                 la moglie Magdaluzia23.

   Quanto al “dittico” menzionato da Lanzi                Per il resto possediamo scarne notizie,
subito dopo, si trattava in realtà di un               che ci consentono quantomeno di trat-
trittico, raffigurante nello scomparto                 teggiare l’escalation professionale di Fran-
centrale la Madonna dell’umiltà tra due santi e        cesco: nel 1376 “ser Franceschin de Fior”
un committente e negli sportelli laterali San          figura come gastaldo della Scuola dei pittori
Benedetto e Sant’Antonio abate. Datato 1412            nel contratto per il trasferimento della sede
sullo scomparto centrale, esso recava nel              della confraternita dalla chiesa dei Santi
retro la sigla “F. F.”, che sarebbe stata              Filippo e Giacomo a quella di San Luca. Nel-
appunto da sciogliere appunto nelle iniziali           l’occasione egli risulta in società con un tale
di Francesco del Fiore. Allorché si trovava            Vielmo24. Il 12 aprile 1398, ancora “san de
ancora a Venezia nella collezione di John              la persona”, fa testamento, lasciando tutti i
Strange, l’importante collezionista inglese            suoi beni alla moglie, e nell’atto viene detto
che l’aveva acquistato da un convento                  “pentor de la contrada di san Lucha”, poco
veneziano, Sasso ne aveva fatto eseguire               lontano cioè dalla nuova sede della Scuola
un’incisione “al tratto” da utilizzare                 veneziana dei pittori 25.
all’interno di una storia della pittura
veneziana che aveva in animo di scrivere e                Al di là dell’elogio tributatogli da Lanzi,
                                                       in massima parte basato sulla sussistenza del
                                                       monumento funebre dedicatogli dal figlio, i

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