Page 53 - Jacobello del Fiore - His Oeuvre and a Sumptuous Crucifixion
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figura di Jacobello sconta ancora, soprat-           Lucco sotto il suo nome mantiene comun-
tutto in ambito italiano, il giudizio riduttivo      que una sua piena validità.
pronunciato da Longhi nel suo Viatico per
cinque secoli di pittura veneziana, in base a           In assenza di fonti antiche, le notizie più
posizioni idiosincratiche fin troppo com-            dettagliate su di lui vengono da Luigi Lanzi
prensibili in reazione alla situazione critica       che, scrivendo di Jacobello del Fiore, ce ne
allora vigente15. È quanto ha appunto notato         parla in questi termini: “Francesco suo
nel suo libro su Gentile Christiansen, se-           padre era stato uno de’ corifei dell’arte: se
condo il quale “Jacobello del Fiore suffers          ne vede ancora il deposito a’ Santi Giovanni
from a greater critical misunderstanding             e Paolo con la sua immagine in toga e con
than any other early Venetian artist. R.             epitaffio onorevole in versi latini; non però
Longhi judged him a lesser personality than          se ne vedon opere in Venezia, passato in
Niccolò di Pietro or Zanino because his              Londra un dittico col suo nome e con l’anno
works seemed deeply linked to Venetian               1412: fu acquistato dal cavalier Strange,
painting rather than of the mainland. In fact,       insieme con altre opere di veneti antichi”18.
Jacobello was the greatest local artist of his
generation” 16. Dopo il limbo in cui è stato            Il “deposito” di cui parla Lanzi era la
collocato17, è tornato forse il momento di           tomba del pittore, fatta erigere da Jacobello
restituire a Jacobello del Fiore il singolare        in San Giovanni e Paolo nel 1433, sul cui
ruolo che gli compete nella pittura vene-            coperchio, ora perduto insieme all’intero
ziana tra XIV e XV secolo.                           monumento funebre, egli era appunto raf-
                                                     figurato “in toga”, ovvero con una sopraveste
          eee                                        dalle maniche ampie e lunga fino ai piedi
                                                     che ne attestava il prestigio sociale. Ne ri-
          FRANCESCO DEL FIORE:                       mane, insieme alla lapide, ora murata sul
      UN’IDENTITÀ PROBLEMATICA                       lato settentrionale del chiostro di Santa
                                                     Maria della Salute, una testimonianza
   Il problema di Francesco del Fiore, sul           grafica in un’incisione fatta eseguire alla fine
quale si è da ultimo appuntata la vicenda            del XVIII secolo dall’erudito Giovanni
critica in merito al dipinto che qui si discute      Maria Sasso (Fig. 9 ), dalla quale la notizia
rimane il punto dal quale occorre avviare la         fornita da Lanzi esce confermata. E si tratta
discussione, notando in via preliminare che          di un dato importante nella vicenda della
il gruppo costituito da De Marchi e da               progressiva emancipazione degli artisti,
                                                     ormai non considerati solo come semplici
                                                     artigiani ma in grado di assurgere, in taluni

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