Page 59 - Jacobello del Fiore - His Oeuvre and a Sumptuous Crucifixion
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glie, lascia però scoperti quasi quindici anni            Il dipinto di Lecce prelude in effetti alle
della sua attività: una lacuna che la critica ha       analoghe raffigurazioni svolte nella sua fase
riempito presentando una rosa d’ipotesi tra le         matura da Jacobello54: una soluzione assai
quali la più avvincente è appunto quella,              simile torna ad esempio nella Madonna
prospettata nel 1953 da Luigi Coletti, di              dell’umiltà già in collezione van Gelder a
riconoscerlo nel Maestro della Madonna                 Bruxelles, ora conservata nel museo di
Giovanelli. In questa stessa direzione muoveva         Stuttgart, per la quale Lucco ha pensato
del resto l’ipotesi avanzata da Ileana Chiappini       ancora al Maestro della Madonna Giovanelli
di Sorio circa la possibile appartenenza al            ( Fig. 17) 55: ma che quest’ultima appartenga
polittico datato 1401 che Lanzi aveva visto in         invece al catalogo più scelto di Jacobello è
San Cassiano a Pesaro della Madonna                    confermato dal fatto che, come sapeva
dell’umiltà pervenuta al Museo Provinciale di          ancora Berenson56, essa faceva in origine
Lecce ( Fig. 8) 51. L’ipotesi è stata scartata da      parte di un unico dipinto con l’Uccisione di
De Marchi e da Lucco, secondo i quali, come            San Pietro martire ora a Dumbarton Oaks, in
si è visto, il dipinto di Lecce sarebbe opera di       cui le soluzioni che Jacobello metterà a
un artista diverso, il Maestro della Madonna           punto nelle Storie di Santa Lucia a Fermo57,
Giovanelli, ma dev’essere a mio avviso tenuta          uno dei vertici del “gotico fiorito” italiano,
in seria considerazione. In base a una                 sono davvero troppo vicine per pensare a un
descrizione ottocentesca anteriore alla                autore diverso.
vendita del dipinto, la studiosa ha potuto
infatti appurare che al centro del complesso              Se ricondotta al primo polittico pesa-
figurava appunto “Maria Santissima col                 rese, la Madonna dell’umiltà di Lecce viene a
Bambino Lattante” 52; e che la tavola di Lecce         costituire l’anello mancante tra la
non nasca come dipinto devozionale a sé                produzione fin qui assegnata al Maestro del-
stante ma come parte di un complesso da                la Madonna Giovanelli e quella accertata del
altare è dimostrato dalla sua particolare              giovane Jacobello. Datandosi al 1401 essa
conformazione. In attesa di conoscere gli              verrebbe poi a segnare un significativo
esatti percorsi collezionistici del quadro,            discrimine tra le opere di più arcaica
un’unica obiezione potrebbe sorgere                    definizione stilistica, come il trittico n. 14
dall’assenza della firma letta da Lanzi, che,          dell’Accademia di Venezia e la stessa
come nel polittico di Montegranaro, avrebbe            Crocifissione Matthiesen, la cui esecuzione
però potuto essere segnata sulla carpenteria           parrebbe trovare luogo ancora nel corso
originale53.                                           dell’ultimo decennio del Trecento, ed altre
                                                       ormai aperte verso nuove seduzioni lineari:

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