Page 60 - Jacobello del Fiore - His Oeuvre and a Sumptuous Crucifixion
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la Madonna Giovanelli ( Fig. 17 ) e il Crocifisso      suoi. Si tratta di rimandi tanto puntuali da
con i dolenti e santi di collezione privata            indurre ad ipotizzare che Jacobello cono-
francese ( Fig. 16) potrebbero ad esempio              scesse molto bene l’affresco padovano e che
seguirla, collocandosi tra il 1401 e il 1407 del       disponesse di precisi appunti grafici tratti da
polittico di Montegranaro.                             esso.

   In questa sequenza è dunque la                         Come avviene in altri pittori veneziani
Crocifissione Matthiesen ad occupare il posto          contemporanei, è in effetti proprio il
più antico. Ciò che stupisce di questo                 consapevole ricupero di quanto di più
dipinto superbo è la palese desunzione                 moderno era avvenuto nel triangolo costi-
condotta nei confronti di un dipinto che,              tuito da Padova, Verona e Bologna a fornire
allorché Jacobello si affacciava all’arte              i modi per un superamento della tradizione
pittorica entro la bottega di suo padre                di Lorenzo Veneziano, entro cui la pittura
Francesco, era in essere da poco più di un             lagunare si dibatteva, come dentro una gab-
decennio. Ci si riferisce all’affresco di              bia dorata. Già sul finire degli anni Sessanta
soggetto corrispondente che il veronese                a Padova aveva avuto luogo l’incontro tra il
Altichiero, su commissione di Raimondino               bolognese Jacopo Avanzi e il veronese Alti-
Lupi, aveva eseguito entro il 1384                     chiero, promotori di una svolta in direzione
nell’oratorio di San Giorgio prospiciente la           neo-giottesca in parte già preparata dal
basilica del Santo a Padova, del quale la              fiorentino (ma lombardo d’adozione)
tavola Matthiesen costituisce in effetti, pur          Giusto de’ Menabuoi. In Altichiero il ri-
attraverso un linguaggio assolutamente                 cupero della lezione di Giotto, che i
personale e riconoscibile, un’intelligente             migliori pittori padani della seconda metà
parafrasi58. Essa non ne restituisce infatti           del XIV secolo sentivano ormai come un
solo il senso complessivo, ad esempio nel              modello ormai imprescindibile, si filtra
modo di disporre le figure su più piani                attraverso il naturalismo della tradizione
sfalsati in profondità così da consentire alla         lombarda; ed è poi la collaborazione con
composizione di svilupparsi in verticale, ma           Jacopo Avanzi, probabilmente avviata in
giunge anche alla citazione letterale di taluni        occasioni precedenti ma condotta al grado
dettagli: il Longino a cavallo, con la lancia          più alto di scambi e di suggerimenti reci-
abbandonata tra le braccia conserte, appare            proci nella cappella di San Giacomo entro la
ad esempio assolutamente identico; e così il           basilica del Santo, a convincerlo a una
centurione dall’elmo piumato, che dalla                restituzione dello spazio in termini tridi-
parte opposta si volge per dare ordine ai              mensionali: la restituzione “in pianta” delle

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