Page 63 - Jacobello del Fiore - His Oeuvre and a Sumptuous Crucifixion
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Montegranaro rinviano di fatto a Michelino Giovanni Evangelista dell’Accademia di Vene-
le fisionomie della Vergine, col grazioso zia, la cui esecuzione dovrebbe collocarsi sulla
naso schiacciato “a patatina”, e di Antonio metà del decennio successivo (Fig.24)69: e in
abate, dai curiosi tratti da monaco orientale; entrambi quei dipinti sarà da evidenziare lo
mentre il San Giacomo Maggiore nello scarto, di carattere ancora prima che di
scomparto opposto riflette ancora il stile, con cui Jacobello reagisce alle novità
momento stilistico toccato da Jacobello nei espresse dal pittore fabrianese, il cui suc-
dolenti del Crocifisso di collezione privata cesso a Venezia era stato immediato. Mentre
francese. Si tratta di prerogative che ne accoglie l’invito a una pittura ornata e
Jacobello esprime anche nel trittico con sofisticata, caratterizzata dall’andamento
l’Adorazione dei magi ora a Stoccolma, lussuosamente festonato dei panneggi, egli
collocabile in questo stesso torno di tempo rifiuta infatti, in ordine alle prerogative
( Fig. 21)66, nonché in una Madonna col maturate nella sua prima fase, le curiosità
Bambino di ubicazione ignota67, in cui il naturalistiche e “di pelle” che costituiscono
trapasso dai modi che avevano caratterizzato per noi l’aspetto più moderno del
la prima fase del pittore ha luogo con la linguaggio di Gentile. Il risultato al quale
stessa secchezza di superfici (Fig. 22 ). egli perviene si connota quindi per
l’eleganza cifrata e astratta dell’andamento
eee lineare, che conferisce all’immagine un’evi-
denza araldica, come se, negando la novità
Meno avvertibile, se non forse nello del linguaggio del collega, Jacobello in-
slancio verticale delle figure, risulta invece, tendesse piuttosto ricuperare polemi-
nel polittico di Montegranaro, l’ascendente camente la tradizione trecentesca locale, di
di Gentile da Fabriano, documentato a Lorenzo Veneziano e dei suoi seguaci, che in
Venezia nel 1408 ma probabilmente in città giovinezza aveva rifiutato. Di fatto l’espres-
già da qualche anno. I riflessi del pittore sione severa delle figure e la resa metallica
marchigiano, giunto a Venezia dopo delle superfici, inconfrontabili con la dol-
un’attività di straordinario risalto in Lom- cezza dei sentimenti e con la morbidezza
bardia, si fanno invece strada nel Polittico illusionistica dei panneggi di Gentile,
della beata Michelina, eseguito per Pesaro costituiranno d’ora in avanti quel margine
forse nel 1409 (Fig. 23) 68, per diventare d’indipendenza nei confronti del collega che
prevalenti nel trittico con la Madonna della anni fa Volpe ebbe a definire come una
Misericordia tra i Santi Giovanni Battista e “struggentissima pietà per un passato che
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