Page 64 - Jacobello del Fiore - His Oeuvre and a Sumptuous Crucifixion
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dimostra così il suo vivo e quasi inso- L’Autore desidera esprimere la propria gratitudine a
stituibile potere” 70. Rifiutando, persino nei quanti lo hanno aiutato con preziosi suggerimenti e
passi più descrittivi delle incantevoli Storie segnalazioni, e in particolare: Keith Christiansen,Andrea
di Santa Lucia a Fermo ( Figg. 25 e 26), la De Marchi, Cristina Guarnieri, Mauro Minardi. Per le
“gioia sperimentale” del naturalismo ricerche che ho potuto svolgere presso la Fondazione
gentiliano, Jacobello preferirà rifugiarsi in Federico Zeri di Bologna ringrazio poi Anna Ottani
quella dimensione “corrucciata” e “rituale” Cavina e Elisabetta Sambo.
che costituisce il fascino della sua pittura.
eee
La scoperta di un nuovo capitolo della
sua attività, esteso lungo almeno tre lustri,
ci consente ora di comprendere meglio
l’arco delle esperienze maturate da Jaco-
bello nel corso della sua esistenza e dunque
di confermargli quel ruolo protagonistico
all’interno della pittura veneziana che le
ricerche recenti, appuntandosi su altre
personalità, hanno messo in discussione. A
lui toccò infatti il difficile compito di
rinnovare dall’interno, e per gradi, la cul-
tura figurativa locale, giungendo alla fine a
riannodare il filo che la legava alle sue pre-
messe trecentesche: alla luce della sua
adesione giovanile al neo-giottismo di
derivazione padovana si comprende meglio
lo sforzo con cui, dal 1407, adatta alla
sensibilità locale le novità tardo-gotiche
provenienti dalla Lombardia.
DANIELE BENATI (Gennaio 2007)
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