Page 61 - Jacobello del Fiore - His Oeuvre and a Sumptuous Crucifixion
P. 61
architetture e il costante ricorso a scorci come Giovanni di Francia (il suo vero nome
difficili che connotano i personaggi, carat- era Jean Charlier), si era invece avvicinato
terizzati da una sgarbata espressività, è il alle stesse tendenze lavorando a Bologna,
dato che più stupisce nelle lunette affrescate dove è documentato tra il 1389 e il 1406 e
da Avanzi al Santo, dove la bidimensionalità dove aveva probabilmente frequentato
della parete viene per così dire sfondata. I Jacopo di Paolo. I riflessi di questo mondo si
risultati di questa collaborazione furono colgono ad esempio nella Crocifissione del
straordinariamente proficui per gli esiti trittico di Rieti, eseguito subito dopo il suo
della pittura padana, e i loro echi si colgono rientro a Venezia60, dove pure Zanino
anche a Verona, dove Altichiero tornò suc- mostra peraltro di conoscere anche la
cessivamente a lavorare, e a Bologna, dove Crocifissione Matthiesen, che sembra in taluni
opera Jacopo di Paolo, un intelligente disce- punti citata alla lettera, pur entro un
polo e seguace di Avanzi. linguaggio più aggiornato in direzione
tardo-gotica.
Nella stessa Venezia non tardano troppo a
manifestarsi i riflessi di questa importante Tra i rappresentanti più alti di questi
congiuntura, come testimonia ad esempio il interessi dovrà d’ora innanzi essere consi-
percorso di uno dei più interessanti allievi di derato di fatto anche Jacobello del Fiore, la
Lorenzo, Giovanni da Bologna59. In anni cui attività iniziale, per così dire ricreata
successivi, e non senso una precisa atten- attraverso le opere del gruppo finora rite-
zione per gli esiti raggiunti da alcuni nuto del Maestro della Madonna Giovanelli,
importanti scultori attivi a Venezia con acquista nuova ampiezza e nuova risonanza.
grande risalto, come i fratelli Dalle Mase- Grazie al riconoscimento della sua prima
gne, colui che porta a perfezione il rin- fase possiamo ad esempio capire meglio il
novamento della pittura veneziana è Nicolò ruolo protagonistico che egli andò assu-
di Pietro (o “del Paradiso”, come viene sug- mendo a Venezia già sul finire del XIV
gestivamente chiamato in alcuni documenti secolo, giungendo ben presto ad eman-
dal quartiere in cui risiedeva) a specificare ciparsi dalla tutela giuridica e stilistica del
in modo assai personale il senso delle sue padre. Il trittico già nella chiesa veneziana di
preferenze neo-giottesche, rese peraltro più San Gregorio, e forse anche quello al centro
aspre ed espressive dalla conoscenza della del quale figurava il Crocifisso con i dolenti ora
pittura boema. in collezione privata francese, per il quale
De Marchi ha evinto una provenienza veneta
Un altro artista attivo a Venezia in questi sulla base della presenza di San Quirino tra i
stessi anni, Zanino di Pietro, noto anche
62

